lunedì 1 ottobre 2007

Si vota per il rinnovo del sindacato, ecco le date

Cari amici di Quarto Potere Roma, vi ricordiamo un appuntamento importante: dal 25 al 28 ottobre 2007 si svolgeranno le elezioni per i delegati al VI congresso dell’Associazione Stampa Romana e per i delegati al XXV° congresso della Fnsi.


Le elezioni si terranno con le seguenti modalità:

  • Giovedì 25 ottobre a Saxa Rubra, nei locali della Rai, Palazzina F stanza 35, con il seggio aperto dalle ore 10 alle ore 20;
  • Giovedì 25 ottobre presso l’hotel Caravel di Roma in Via Cristoforo Colombo 124/C, con il seggio aperto dalle ore 11 alle ore 19;
  • Giovedì 25 ottobre a Latina in una sala del palazzo dell’Intendenza di Finanza in Piazza del Popolo (sotto i portici) con seggio aperto dalle ore 12 alle ore 17;
  • Venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 ottobre, si vota a Roma nei locali della Chiesa di San Lorenzo in Lucina in Via in Lucina 16° con seggi aperti dalle ore 10 alle ore 20.

Il congresso della Fnsi si svolgerà a Castellaneta Marina (TA) dal 26 al 30 novembre.

Il congresso dell’Associazione Stampa Romana si svolgerà dal 13 al 15 dicembre 2007 in una sede in via di definizione.

La base elettorale sulla quale sono stati calcolati i delegati è rappresentata dagli iscritti in regola con i pagamenti al 31/12/2006. A norma di Statuto possono votare i soci in regola con le quote e comunque iscritti all’Associazione Stampa Romana da almeno 181 giorni. Il Consiglio Direttivo ha deliberato che i soci morosi possono mettersi in regola con i pagamenti anche al seggio, versando le quote decise per la sanatoria dalla Commissione elettorale. I certificati elettorali saranno consegnati al seggio elettorale dopo la verifica della regolarità d’iscrizione al Sindacato

Appello di Amnesty per Myanmar



Cara amica, caro amico,
a Myanmar è in atto una violenta repressione delle manifestazioni pacifiche, che si stanno svolgendo in tutto il paese da oltre un mese. Il 25 settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le proteste e tre monaci sono stati uccisi: uno da un colpo d'arma da fuoco e gli altri due a seguito di un pestaggio. Il giorno dopo vi sono state altre vittime, e almeno un giornalista è rimasto ucciso.
Fonti non ufficiali hanno fatto sapere ad Amnesty International che oltre
50 monaci sono rimasti feriti. Le ultime notizie ricevute da Amnesty International in queste ore non sono incoraggianti. Numerosi raid da parte della polizia stanno avendo luogo in queste ore nei monasteri buddisti di Yangon e in altre città del paese, non si conosce ancora il numero preciso dei
monaci arrestati e delle persone rimaste ferite.
Per scongiurare il ripetersi del bagno di sangue del 1988, quando furono
uccise circa 3000 persone, Amnesty International ha lanciato un appello
alle autorità di Myanmar chiedendo loro di mettere fine alle repressioni
contro i dimostranti pacifici e garantire il rispetto del diritto di
manifestazione.

ANCHE TU PUOI FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE!
FIRMA L'APPELLO ON-LINE A QUESTO INDIRIZZO:
http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmar

E INVIA SUBITO QUESTA E-MAIL AI TUOI AMICI CHIEDENDO
LORO DI FARE
ALTRETTANTO.

giovedì 27 settembre 2007

Inpgi e Fnsi: Bene misure Damiano per stabilizzazione precari

Un importante passo in avanti che riguarda la situazione previdenziale e del lavoro di migliaia di collaboratori coordinati e continuativi, dei freelance e di tutti i giornalisti che prestano anche lavoro occasionale. È il giudizio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana sul documento del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, nel quale il Governo si impegna ad una serie di misure in favore dei giornalisti collaboratori e dei precari. La Fnsi ha inviato così al ministro Damiano una lettera di adesione al documento, un'analoga adesione al documento ministeriale è stata inviata dalla Federazione Italiana Editori Giornali. Il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi ha approvato le linee guida del documento stesso. Un passo avanti che realizza alcuni degli elementi più significativi della piattaforma contrattuale presentata alle controparti dalla Fnsi. Il documento definisce soluzioni di mediazione tra le posizioni differenti delle parti sociali, manifestate con durezza dagli editori nella vicenda di un contratto bloccato da quasi mille giorni. La Fnsi si augura che l'adesione di entrambe le parti al documento ministeriale consenta di creare presto un clima nuovo che renda possibile una seria e proficua trattativa sulle questioni contrattuali ancora aperte. Tra i punti qualificanti, l'aumento dei contributi previdenziali. Le aliquote contributive per i collaboratori coordinati e continuativi e per i giornalisti che prestano lavoro occasionale aumenteranno dall'attuale 12% alla percentuale prevista per i lavoratori autonomi iscritti all'Inps e cioè al 23,50%, che passerà al 26-28% se e quando il Governo e il Parlamento confermeranno l'aumento delle aliquote per tutti.


Nel documento, inoltre, si prevede l'esenzione contributiva per i bassi redditi: in armonizzazione con il regime generale Inps, per le fasce di reddito da lavoro autonomo fino a 5000 euro è prevista una esenzione contributiva. che consentirà, specie ai redditi più bassi, di non versare contributi previdenziali. Si affronta poi il tema della stabilizzazione dei rapporti di lavoro: per promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione in contratti di lavoro subordinato, di durata non inferiore a ventiquattro mesi, le aziende stipuleranno accordi sindacali con le associazioni regionali di stampa della Fnsi e con i Cdr. Ancora, l'armonizzazione dei regimi previdenziali e lavorativi dei collaboratori giornalisti alle norme dell'Inps prevederà anche il riconoscimento dei periodi di malattia e di maternità dei colleghi e delle colleghe. Infine, condoni ed esoneri contributivi per gli editori: il processo di trasformazione dei rapporti di collaborazione in rapporti di lavoro subordinati porrà fine ai contenziosi individuali aperti in seguito alle ispezioni dell'Inpgi, realizzando un vero e proprio condono contributivo. Inoltre, esoneri contributivi previsti dalla legge finanziaria del 2006 saranno estesi alle aziende dell'informazione, ferma restando l'assoluta assenza di qualunque onere a carico dell'Inpgi.

L'Istituto di previdenza dei giornalisti apprezza l'impegno del governo a varare misure per la stabilizzazione dei precari, annunciato dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, ma sottolinea anche che resta «irrisolta la questione relativa alla cessione del diritto di autore, il cui utilizzo oggi comporta di fatto un onere contributivo ad esclusivo carico del giornalista». L'Inpgi - ricorda una nota - ha partecipato al confronto avviato dal ministero del Lavoro, assicurando da subito la sua disponibilità «a farsi carico di un minor introito di oltre 32 milioni di euro, relativi ai contributi e alle sanzioni che gli ispettori dell'istituto hanno notificato, in cinque anni e mezzo di attività, a 350 aziende editoriali per conto di 667 giornalisti». Di fatto «un condono totale» accordato alle aziende «che accettino di stabilizzare i co.co.co. giornalisti». Il consiglio di amministrazione dell'Istituto apprezza l'intenzione del governo di adottare «una norma che modifichi l'attuale assetto normativo della Gestione separata Inpgi per quel che concerne i rapporti di lavoro co.co.co., prevedendo: 1) il trasferimento dell'onere contributivo per 2/3 a carico del committente e per un terzo a carico del giornalista; 2) l'innalzamento graduale delle aliquote contributive fino a raggiungere nel 2011 lo stesso ammontare dell'aliquota prevista per la generalità dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all'Inps (pari attualmente al 23%); 3) l'attribuzione della titolarità dell'obbligazione contributiva in capo al committente; 4) un trattamento di malattia e maternità in armonia con quanto previsto dalla Gestione separata Inps». Analogo apprezzamento anche per il fatto che nel documento siano «finalmente previsti per il Sindacato dei giornalisti la stessa dignità e lo stesso ruolo che la Finanziaria 2007 ha a suo tempo riconosciuto ad altri Sindacati rappresentanti di altri lavoratori, prevedendo che ogni atto di conciliazione relativo alla stabilizzazione dei co.co.co. sia preceduto da uno specifico accordo sindacale». Resta tuttavia «irrisolta» la questione relativa alla cessione del diritto di autore. «La proposta del Ministero del Lavoro, che proponeva di limitare al 40% del reddito il ricorso a tale cessione, è stata cancellata dopo che Fieg e Fnsi, con motivazioni diverse, hanno convenuto di abbandonare la proposta. L'Inpgi - conclude la nota - ha espresso preoccupazione per tale decisione, che se non corretta potrà indirizzare numerose aziende verso contratti stipulati con ricorso alla cessione del diritto di autore per l'intero ammontare del reddito».

Giro di poltrone a Panorama. Alla direzione arriva Belpietro


Giro di valzer a Panorama. Pietro Calabrese lascia, al suo posto arriva il direttore de Il Giornale, Maurizio Belpietro. Il nuovo direttore arriverà a Cologno a partire dal prossimo 11 ottobre. Ad annucciarlo, dopo giorni di rumors, è la Mondadori. Pietro Calabrese - dice l'azienda - ha deciso di «lasciare la direzione di Panorama dopo tre anni di eccellente lavoro, che avevano come punto di arrivo il restyling dello scorso mese di marzo. La sintonia con l'editore è stata totale e a lui la casa editrice esprime un caldissimo ringraziamento che si estende a tutta la redazione».
L'addio di Maurizio Belpietro dal "Giornale" apre la corsa alla successione per la guida del quotidiano di via Negri. Mentre appaiono scarse le chances di una nomina interna tra i cinque vicedirettori (Nicola Forcignanò, Michele Brambilla, Mario Sechi, Luigi Cucchi, Paolo Guzzanti)
Finora, al giornale fondato da Indro Montanelli nel 1974 si sono alternati in 37 anni di vita solo quattro direttori: oltre a Montanelli, che lasciò la sua creatura nel 1994 per fondare «La Voce», si sono avvicendati alla guida Vittorio Feltri (1994), Mario Cervi (1196) e Maurizio Belpietro (2000). La scelta del nuovo timoniere del «Giornale» appare quantomai delicata e in queste ore l'editore, Paolo Berlusconi, sta vagliando le candidature. In pole position, salvo colpi di scena, c'è Mario Giordano, attuale direttore di «Studio Aperto», proveniente proprio dal "Giornale".

mercoledì 29 agosto 2007

Contratto, Damiano sto lavorando per voi. Si spera

«Sto lavorando per fare in modo che si crei il contatto giusto per sbloccare questo contratto». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, a margine della festa dell'Udeur, in corso a Telese, riferendosi alla vertenza contrattuale dei giornalisti. «Il sindacato dei giornalisti -ha ricordato- si è dichiarato disponibile a qualsiasi forma di discussione e gli editori si sono dichiarati indisponibili». «Ovviamente -ha rimarcato il ministro- non posso sostituire le parti sociali nella volontà di fare gli accordi. Ho aperto un tavolo di trattative di concertazione specifiche sul mercato del lavoro perchè vorrei intervenire in particolare sui temi relativi alla precarietà nel mondo del lavoro giornalistico».

venerdì 24 agosto 2007

Del Boca difende il diritto di cronaca e diffida il "giornalista" Corona



Torna con il l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, in provincia di Pavia, di nuovo il tema della privacy o meglio dove debba finire il diritto di cronaca e subentrare il diritto della persona. Inseriamo un intervento del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca, inviato ai colleghi dopo l’esplicita richiesta del procuratore della Repubblica di Vigevano, Alfonso Lauro, ai mass media "di fare un passo indietro e di non sbattere il mostro in prima pagina”


Ecco la risposta di Del Boca:


“Giornalisti, continuate a fare il vostro mestiere: vedere, indagare e raccontare per permettere alle persone di capire. Ma state attenti al rispetto della privacy e ai diritti delle persone. In casi come questo i giornalisti sono genericamente rispettosi. Raccontano la verità, non quella con la V maiuscola, pronti ad essere smentiti il giorno dopo. Ma devono continuare a farlo, nel rispetto del diritto-dovere di informare. La gente vuole sapere. Il nostro mestiere non e’ passare veline di fonti ufficiali. E’ normale seguire delle piste, anche se con alcune cautele”.


Quella di Del Boca è una difesa a spada tratta del nostro mestiere. Ecco perché "diffida", come presidente dell'Ordine del giornalisti, "Fabrizio Corona dall’utilizzare per se il titolo di giornalista che non appartiene e non gli compete". Corona, infatti, in ripetute dichiarazioni ha sostenuto di trovarsi a Garlasco in cerca di esclusive per 'raccontarè il delitto di Chiara Poggi e i suoi retroscena. "I colleghi continuino ad esercitare la loro professione con competenza, onesta, equilibrio e moralità" - ha affermato il Presidente dell’Ordine Lorenzo Del Boca- non sbattano il mostro in prima pagina ma non rinuncino al loro diritto-dovere d’informare. Però, alla larga da Fabrizio Corona". E poi ha aggiunto: "Corona è semplicemente un agente fotografico e in quanto tale non si può permettere di spacciarsi per giornalista la professione del giornalista comporta un’assunzione di responsabilità e un’attenzione per la deontologia e la morale cosa che Corona non conosce dove sta di casa".


Giornalisti in passerella sul litorale per Save for the Children


Esibizionisimo non manca nella casta dei giornalisti ma una volta lo mettiamo al servizio di una buona causa. Via penne, taccuini, computer, macchine fotografiche., microfoni e telecamere. Per una sera i giornalisti pontini si trasformano in «modelli». Sabato sera a Sabaudia per «ModaMedia», iniziativa di beneficenza che vede in passerella appunto gli operatori della comunicazione di Latina e provincia.

La raccolta dei fondi è destinata a sostenere la campagna internazionale di Save the Children «Riscriviamo il Futuro», che ha l'obiettivo di garantire un'educazione di qualità entro il 2010 a 8 milioni di bambini in 20 paesi in conflitto o post conflitto. L'evento, che inizia alle 21, è a ingresso libero ma si potranno fare delle donazioni durante la serata. L'appuntamento è in piazza del Comune.

giovedì 23 agosto 2007

La casa dei giornalisti, esiliati


In Francia, precisamente a Parigi, in 35, rue Cauchy, c'è un'associazione, fondata nel giugno 2000 da Danièle Ohayon e Philippe Spinau, che aiuta i giornalisti che chiedono asilo politico. Questi uomini e queste donne hanno scelto di esercitare la
professione di giornalista e di sostenere la nobile causa della libertà di stampa e per questa ragione sono stati costretti a lasciare il proprio paese contro la loro volontà. Solo i giornalisti possono beneficiare dei servizi e dell’appoggio della MDJ. Il compito di scegliere i candidati è stato delegato all’associatione “Reporter Senza Frontiere”.

Giornalisti esiliati di tutti i continenti
Dal 6 maggio 2002, data di apertura della MDJ, sono stati accolti circa 80 giornalisti provenienti dai seguenti paesi: Algeria, Armenia, Bangladesh, Bielorussia, Birmania, Cameroun, Cina, Congo, Costa D’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Cuba, Chad, Haiti, Pakistan, Siria, Togo, Tunisia e Yemen. Si tratta più spesso di uomini che di donne e l’età media è di 37 anni; la maggior parte di essi viene dal mondo della stampa e ha un’esperienza professionale che supera i dieci anni. La MDJ accoglie 30 all’anno (15 persone ogni 6 mesi).
Sei mesi di sostegno dal momento dell’esilio
La Maison des journalistes è nata a Bobigny (Seine St Denis) e ha preso possesso dei suoi locali definitivi a Parigi in rue Cauchy 35 (15° distretto) il 1 novembre 2003. Il nuovo edificio è stato costruito all’interno di una vecchia fabbrica in disuso, concessa dal Comune di Parigi e restaurata per ospitare la sede dell’associazione e le 15 camere a disposizione dei giornalisti.I giornalisti possono restarvi per un periodo massimo di sei mesi, periodo che corrisponde al tempo medio d’attesa per ricevere lo statuto di rifugiato. In seguito alla fuga il giornalista ha bisogno di sostegno, di un luogo dove poter ricevere consigli e di tempo per riflettere.

La MDJ offre ad ogni giornalista:• una camera singola; • un buono pasto di 8,50 € al giorno; • un abbonamento mensile per i trasporti urbani; • una carta telefonica al mese per un valore di 15 €;• la partecipazione alla redazione di un giornale;• attività culturali.

La solidarietà dei media francesi
La solidarietà dei media francesi (la stampa e i mezzi di comunicazione audiovisuali in generale) si esprime concretamente attraverso il finanziamento del 50% delle spese di funzionamento dell’associazione. L’altra metà è finanziata dal Fondo Europeo per i Rifugiati (concesso dalla Commissione Europea). Tutte le stanze dei residenti portano il nome di uno dei media.La redazione di un giornaleI giornalisti che risiedono alla MDJ realizzano ogni trimestre un giornale : « l’Oeil del’exilé » (« L’occhio dell’esiliato »). Questo lavoro periodico permette loro di praticare la professione che gli appartiene, oltre che di comprendere i meccanismi della stampa francese. Esiste anche una versione radiofonica del « Œil de l’exilé ».
Progetti futuri
La MDJ si propone di promuovere la creazione di altre strutture simili in tutta Europa al fine di dare vita ad un vera e propria “rete”. In Francia, sono già in atto diversi partenariati con scuole di giornalismo e altri organismi di formazione.
(Nella foto Philippe Spinau, direttore dell'associazione)

martedì 21 agosto 2007

Caso E-polis, forse una svolta


Sembra profilarsi una svolta nella vertenza del gruppo E-Polis dei 15 quotidiani a distribuzione mista, le cui pubblicazioni sono state sospese dal 17 luglio scorso con oltre 130 giornalisti messi in cassa integrazione. In serata si è svolta a Cagliari un'assemblea convocata dal cdr, alla quale ha partecipato anche il presidente della Fsni Franco Siddi. L'editore Nicola Grauso, proprietario del Gruppo, aveva annunciato, con un sms ai giornalisti, importanti novità. Secondo alcune indiscrezioni, pubblicate oggi sul sito «altravoce.net», sarebbero in corso trattative di cessione. Tra gli acquirenti indicati, l'imprenditore trentino Alberto Rigotti, fondatore della banca d'affari Abm Network e vice presidente della Infracom, che - stando al sito Internet - avrebbe già concluso trattative per 50 milioni di euro con Grauso, aggiudicandosi la proprietà di maggioranza della catena editoriale. Sempre secondo la testata on line, sarebbero in corso contatti anche con altri gruppi editoriali. I giornalisti di e-Polis potrebbero, quindi, ritornare molto presto al lavoro o dalla fine del mese di agosto o dall'inizio di settembre.

LEVI AD ABRUZZO, MAI PARLATO DI ABROGAZIONE ORDINE

Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenze del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, replica a Franco Abruzzo che aveva commentato le sue dichiarazioni pronunicate in dibattito di «Cortina Incontra», dedicato alla crisi dei giornali, affermando di non aver mai parlato di abrogazione dell'ordine dei giornalisti: «A Cortina ho detto che, come dimostrano con chiarezza le esperienze dei diversi paesi, ci può essere grande giornalismo con o senza un ordine professionale. Ho aggiunto che il testo unico dell'editoria per il quale il governo chiederà una delega al Parlamento, si dovrà occupare, nel quadro della sistemazione dell'intera normativa sull'editoria, anche dell'Ordine, ma ho precisato che la riforma dell'Ordine è questione che riguarda e compete innanzitutto ai giornalisti». «Ti sembrano affermazioni scandalose -domanda Levi ad Abruzzo- Dove ci leggi l'annuncio della prossima abolizione dell'Ordine? E dove le trovi in contraddizione con quanto ti ho scritto l'ultima volta? Davvero, credo che abbiamo tutti tanto lavoro da fare e da fare possibilmente insieme. Ma non creando inutili allarmi». Abruzzo prende atto delle parole di Levi e specifica di aver voluto rispondere a quanto riportato delle affermazioni dello stesso Levi in un lancio di agenzia che, scrive, «non riportava le tue parole precise e che io ignoravo». Abruzzo definisce comunque di «ampiezza allarmante» la «delega che il Governo ha chiesto al Parlamento sul piano della 'attuazione delle norme costituzionali in tema di libertà di manifestazione del pensierò» e suggerisce, come «opportuno», un incontro di Levi con Lorenzo Del Boca, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, «anche per sgomberare il terreno dagli equivoci, creati dai documenti curati nel dicembre 2006 dal professor Cheli e dalla stesura del ddl sull'editoria del 3 agosto nella parte in cui trasferisce all'Agcom la registrazione delle testate, togliendola ai Tribunali, norma voluta dai padri costituenti», conclude Abruzzo.